Ammenda di 141 mila euro. L' accusa: intese fra le
associazioni sulle provvigioni minime e massime
L' Antitrust multa gli agenti
immobiliari: tariffe concordate
MILANO -
Alla fine la sanzione è arrivata. Ed è pesante. Dopo un' istruttoria durata
oltre un anno, l' Antitrust ha punito gli agenti immobiliari. L' accusa è di
aver fatto «cartello» sulle provvigioni richieste e, quindi, di aver leso la
concorrenza. L' Authority, ha inflitto alle principali associazioni
professionali, Fiaip, Fimaa e Anama una multa per complessivi 141.100 euro. La
Fiaip è stata punita più duramente con la sanzione di 130.000 euro, mentre la
Fimaa (la più grande, aderente alla Confcommercio) dovrà versare 10.000 euro e
l' Anama (area Confesercenti) 1.100 euro. L' accusa dell' Antitrust alle
principali associazioni di agenti immobiliari è di «significativa e consistente
alterazione della concorrenza» perché i loro «codici deontologici contengono
indicazioni idonee ad incidere sulle politiche di prezzo per i servizi di
intermediazione immobiliare, e pertanto idonee a pregiudicare gli interessi dei
consumatori». In sostanza l' Antitrust ritiene che qualsiasi tipo di
commissione dev' essere frutto di una trattativa tra le parti e non imposta.
Insomma, quella provvigione del 3%, che negli ultimi tempi in qualche caso è
salita al 4%, come riferito dagli «usi e consuetudini» rilevati dalle varie
Camere di commercio, è stata vista come un coordinamento sui prezzi. Oltretutto
secondo l' Antitrust questo comportamento dura da parecchi anni e coinvolge
associazioni che riuniscono una quota rilevante di agenti immobiliari. Sono
iscritti alla Fiaip circa 14.800 mediatori immobiliari, alla Fimaa circa 20.000
e all' Anama circa 9.000. Complessivamente in Italia sono circa 70 mila gli
appartenenti alla categoria. Dalle associazioni non ci sono commenti ufficiali.
Qualche operatore teme però che ora nella professione si possa creare un Far
West e che i consumatori alla fine saranno più indifesi. Un esempio? Per l'
Antitrust è lecito lavorare con commissione zero, vale a dire che solo una
parte paga la provvigione. Può capitare a quella più debole, che a seconda di
come va il mercato può essere il venditore o l' acquirente. Ma può essere
lecito anche il «supero». Cioè l' agente valuta l' immobile e fissa l' importo
che si impegna a consegnare al venditore, poi è libero di stabilire un prezzo
superiore. La differenza tra le due cifre sarà la sua provvigione. Si può
capire che da questo comportamento potrà nascere qualche problema per chi non
accetterà di riconoscere una provvigione più alta all' agente. Le associazioni
hanno 60 giorni di tempo per il ricorso al Tar. Re. Ge.
Gentilini
Renato
(14 aprile 2004) - Corriere della Sera
(14 aprile 2004) - Corriere della Sera
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